Occorre essere pragmatici quando si raggiunge la consapevolezza di non aver seguito la strada migliore.
Si, insomma, quando ti rendi conto di aver fatto una stronzata colossale capisci che forse avresti fatto meglio a riflettere un po di più prima di decidere e tenti di far tesoro di questa nuova lezione.
Nell’immediato momento non ti rendi conto di cosa succede.
Anzi, la novità ti coinvolge spostando l’attenzione su cose che in seguito definirai più futili.
In seguito le esperienze del passato, aiutano a diradare rapidamente la nebbia che ti circonda, ed è impressionante come questo accada in pochi giorni, per cui cominci a vedere la nuova realtà con occhi diversi.
Non sai se si può tornare indietro ed a che prezzo.
Però lo faresti ed accetteresti serenamente di pagarlo.
Forse questi sono sintomi analoghi a quelli della sindrome di Stoccolma?
Non è la questione di rimettersi nuovamente in gioco e ricominciare daccapo.
Solo capisci che ci sono altri valori da considerare oltre a quelli “pratici”. La fiducia di chi ha creduto in te, di chi ti ha sopportato (o se preferite, supportato) nei momenti bui, di chi semplicemente ha condiviso una parte consistente del tuo percorso di vita.
Non so.
In queste ore mi illudo forse che il saper ammettere i propri sbagli sia segno di maturità.
Però sto seriamente pensando di cospargermi di cenere il capo e tentare di tornare indietro su alcune scelte recenti.
Ma non è facile.
Vostro affezionato Ermo




